L’oggetto transizionale
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“Era il giorno della befana, mi ricordo che mi svegliai e trovai nella cameretta delle nuove bambole. Ce n’era una che mi piacque più delle altre, e per tanto tempo è stata la mia compagna di gioco. Se mi fermo a pensare ricordo ancora le sensazioni legate a quella bambola: affetto e sicurezza. Poi, non so esattamente quando, non ne ho più avuto bisogno”. Oggi presumo che quella bambola sia stata il mio oggetto transizionale.

Per Winnicott­ la formazione degli oggetti transizionali fanno parte dello sviluppo evolutivo della persona, rappresenta una tappa evolutiva tra l’onnipotenza allucinatoria, che è tipico nei bambini , e il riconoscimento della realtà oggettiva. L’emergere della persona comporta un movimento da uno stato di onnipotenza illusoria, in cui un bambino tramite le facilitazioni materne, ha la sensazione di creare e di controllare il mondo in cui vive (ogni volta che piange, subito viene soddisfatto un suo bisogno), ad uno stato di percezione obbiettiva, in cui il bambino accetta i limiti dei suoi poteri e diventa consapevole dell’esistenza autonoma degli altri. Il movimento tra questi due stati, soggettività solipsistica e percezione obbiettiva, non è a senso unico, sia i bambini che gli adulti oscillano tra uno stato e l’altro. Le relazioni con oggetti transizionali costituiscono un terzo regno intermedio, di transizione tra questi due mondi, il mondo degli oggetti soggettivi, sui quali si ha il controllo totale , e il mondo degli altri, separati e indipendenti.
L’esperienza transizionale a causa della sua natura ambigua e paradossale, l’oggetto non è ne sotto controllo illusorio, onnipotente, e non fa parte di una realtà oggettiva, aiuta il bambino a negoziare il graduale spostamento dall’esperienza di sè come centro di un mondo totalmente soggettivo, al senso di sè come persona tra altri individui.
Tra il genitore e il bambino si crea un tacito accordo, un non farsi domande sulla natura e sulle origini del suo orsacchiotto, copertina ecc. L’adulto si comporta come se il bambino avesse creato l’oggetto e mantenesse il controllo su di esso, pur riconoscendone anche l’esistenza oggettiva nel mondo delle altre persone. Quando il bambino distrugge l’oggetto transizionale è perché ha cominciato a sperimentarlo come separato da sé, l’oggetto diventa reale.

Qual è la funzione della coperta di Linus?

  • si colloca tra il mondo interiore e quello esteriore e fa da tramite tra questi due mondi;
  • aiuta il bambino a compiere il passaggio fondamentale dalla dipendenza affettiva dalla madre a una primissima forma di indipendenza;
  • rende più sopportabile la separazione dalla mamma;
  • rassicura il bambino, perché il bambino non può esercitare un controllo totale sulla madre, ma può esercitarlo sull’oggetto.

L’esperienza transizionale resta un regno teneramente ricordato e altamente valutato nel corso dell’esperienza adulta sana. E’ qui che possiamo liberare la nostra fantasia, senza preoccuparci nè della logica nè della validità nel mondo reale. Si esprime con la capacità creativa, di giocare con le idee, di aprirsi alla novità e al cambiamento.

 

riferimenti bibliografici

Winnicott, Dalla pediatria alla psicanalisi­