Durante una cena tra amici e parenti, mi capita spesso di essere presa in disparte e sentirmi chiedere: “Rosa poi ti devo chiedere una cosa, ultimanente mi capita di stare a casa e attaccarmi al cibo, non riesco a farne a meno, secondo te avrei bisogno di andare in terapia?” ” Ho la tendenza ad accumulare oggetti, non a livello del programma su real time “sepolti in casa”, ma non riesco a buttar via, secondo te devo andare da uno psicologo? “ “Penso di essere incinta, il mio compagno non vuole avere un figlio, io si, sono confusa tengo il figlio e lascio lui, non so?!!non so neanche se sono pronta a cambiare la mia vita, uno psicologo può aiutarmi a chiarirmi?” La mia risposta è: la psicoterapia fa sempre bene, non è utile solo per chi sta male.

E’ un sostegno efficace e duraturo a cui poter sempre ricorrere, non solo come strumento di “cura” ma anche come mezzo per migliorare il vivere quotidiano di tutti. Aiuta ad alleviare l’amarezza delle dissilusioni, delle idealizzazioni, nutrire aspettative realistiche, vivere in uno stato di realtà e benessere.

Cosa vuol dire vivere in uno stato di realtà e benessere?

Sentirsi amati e accettati così come si è: ansiosi , depressi, isterici, arrabbiati, felici, senza rinunciare al proprio sentire e al proprio punto di vista. Prendersi cura di se stessi ovvero porre l’attenzione su ciò che accade dentro di noi, sulle emozioni, sul sentire corporeo, sensazioni, e fuori di noi, riflettere sul nostro modo di essere e stare al mondo, favorendo lo sviluppo di un atteggiamento attivo, ad incidere sull’ambiente, trasformandoci in attori e non più spettatori. In quest’ottica, la scoperta, la novità, la curiosità diventano strumenti per trovare nuove direzioni, piuttosto che produrre ansia e impasse esistenziale. L’individuo, così, diviene consapevole delle proprie abilità e risorse che accrescono la propria autostima e capacità relazionali, diventa egli stesso strumento di cambiamento. Scegliere le persone di cui circondarsi e in mancanza di relazioni significative dare in benvenuto alla solitudine sana, ovvero un periodo dell’esistenza per rivedere e vivere la vita secondo i propri bisogni e valori. Mantenere nel cuore il desiderio di contatto con persone che hanno voglia e coraggio di vivere nonostante i momenti di dolore, angoscia e senso di impotenza, che sentono il sollievo del sostegno reciproco, il piacere della scoperta, che apprezzano il valore dell’autenticità, della vicinanza e della speranza.

Allora quando rivolgersi allo psicologo?

  • Quando ci si sente “bloccati” e non si vede una via d’uscita da una determinata situazione;
  • Ci si trova a chiedersi “conosci te stesso?” e “cosa vuoi?”;
  • Si vive un calo di motivazione e determinazione nei propri ambiti di vita;
  • si fatica a prendere la decisione “giusta”;
  • ci si focalizza troppo sul passato o ci si perde eccessivamente nel futuro.

In questi ultimi anni ho potuto osservare come l’intensità emotiva della condivisione e del sentirsi sostenuti in una relazione che cura, dà luogo a cambiamenti nella vita delle persone precedentemente ritenuti impossibili, lascia una traccia nel corpo e non viene dimenticata dalla memoria. ­