La visione della Gestalt psicosociale sull’autostima include il valore delle azioni ordinarie nella relazione. Erving Poster in “Ogni vita merita un romanzo” dimostra come nel processo terapeutico il paziente quando racconta gli eventi della propria vita narra gli episodi drammatici o eventi a cui attribuisce un valore straordinario e tende a mettere in ombra e a non valorizzare tutto ciò che è ordinario. Questa istanza eroica eccezionale è influenzata dal modello eroico che abbiamo interiorizzato, che ci è stato trasmesso dalla cultura d’appartenenza, ciò comporta un dislivello tra l’ideale dell’io e la vita quotidiana, quest’ultima fatta di tanti episodi che non ci sembrano rilevanti, perché siamo alla ricerca di situazioni straordinarie.

La mitologia greco-romana ci ha descritto l’eroe come un essere sovrumano, a metà tra un mortale ed una divinità, che compiva imprese straordinarie degne di gloria. La concezione di eroe classico così come raccontata dai miti è molto distante dall’eroismo che riscontriamo nella vita di ognuno di noi, azioni che si esplicano nel quotidiano, nella vita di tutti i giorni e che spesso restano silenziose proprio perché sembrano non degne di nota. Miriam Polster (1992) ha identificato alcune caratteristiche dell’eroe classico, e ha provato a descrivere un eroismo rapportato alle difficoltà umane dei nostri giorni. La prima caratteristica è quella di nutrire un profondo rispetto per la dignità e il valore della vita umana. L’eroe classico arrivava al galoppo su un cavallo magico e salvava la principessa dal dragone. Esiste, però, un’altra forma di eroismo, l’eroismo tranquillo e poco drammatico della gente comune che fa semplicemente ciò che ritiene essere “giusto”, senza bandiere, senza fanfare e trombe, ma rispettando e preservando la dignità umana. A volte questo bisogno lo riscopriamo in terapia laddove il paziente non considera la propria vita con dignità. Spesso la terapia è il primo momento in cui questa prospettiva si insinua nella mente del paziente. Accade di continuo che quando una donna abbia fatto qualcosa di eroico, lo spieghi di sottotono dicendo: “Ho fatto solo il mio lavoro” oppure “Chiunque avrebbe fatto la stessa cosa”. La dignità ed il valore di una vita umana non stanno soltanto nella vita degli altri, bensì nella vita propria del paziente, quando i terapeuti evocano tutto questo non fanno altro che restituire equilibrio ed opportunità.

La seconda qualità eroica è il senso della scelta personale. L’eroe non si considera un soggetto passivo che sopporta semplicemente ciò che avviene, ma si sente un individuo in grado di determinare dei cambiamenti. L’eroe percepisce che qualcosa è ingiusto, che non funziona e si rende conto di dover essere colui che prende posizione o determina dei cambiamenti. Un esempio classico è Antigone che perse la vita per seppellire il corpo del proprio fratello Polinice, nel rispetto che ella riteneva fosse dovuto anche ad un guerriero sconfitto. Noi vediamo questo tipo di comportamento in forma minore, ma il senso eroico dell’essere agenti rimane chiaro. La terza qualità dell’ Eroe è la sua prospettiva originale. L’eroe è in grado di vedere la situazione non per quello che é, ma per come questa potrebbe essere. Partendo da tale prospettiva ed affiancandola al senso di attività personale, l’eroe si mette in moto per operare dei cambiamenti. Nella vita di tutti i giorni è possibile identificare tante donne e uomini che si adoperano per cambiare situazioni che sembrano croniche e senza possibilità di soluzione. La quarta qualità è rappresentata dal coraggio mentale e fisico. Si tratta di una qualità classica, che tutti i nostri eroi sembrano possedere: Davide che affronta Golia, Ercole che uccide il leone di Nemea. La quinta caratteristica dell’eroismo è che non importa se esso sia pubblico o privato, basta che una sola persona ne sia a conoscenza e ne rimanga incoraggiata, affinché esso sia valido e serva il suo scopo eroico. Come terapeuti abbiamo ampie opportunità di vedere l’eroismo tranquillo e trascurato nelle vite dei nostri pazienti e di lavorare insieme a loro per rivendicarlo, offrire una immagine più realistica dell’eroismo contemporaneo potrebbe servire a ridurre la distanza tra ciò che si è e ciò che si dovrebbe essere, vederlo come una figura raggiungibile, offre migliori possibilità di mobilitare il senso personale dell’eroismo di cui tutti quanti abbiamo bisogno nei momenti difficili della nostra vita.L’ eroismo ordinario, quello alla portata di tutti nei gesti ordinari, la vita quotidiana è piena. L’eroismo invisibile delle donne, per esempio, è molto spesso sottaciuto dalla donna stessa che non si rende conto, o da per scontate tutte quelle parti di sé che lavorano instancabilmente per gli altri.